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Nel cuore del distretto tessile toscano, Decortex Firenze porta avanti una visione che intreccia radici profonde e sguardo contemporaneo. In un contesto sempre più standardizzato, l’azienda rivendica il valore di una produzione autenticamente italiana, come espressione di qualità, cultura e identità.
L’intervista, realizzata con Lapo Petrioli, uno dei soci dell’azienda, restituisce un racconto misurato ma deciso: tra eccellenza, sostenibilità e visione internazionale, emerge una parola chiave su tutte; coerenza. Un principio che guida ogni scelta, ben oltre le logiche di mercato.
Decortex Firenze nasce in un territorio simbolo dell’eccellenza italiana: in che modo Firenze continua a ispirare la vostra visione creativa e imprenditoriale?
Decortex Firenze trae molta ispirazione dal territorio Fiorentino e da tutto il distretto tessile Toscano. Siamo ormai una delle poche realtà nel mondo dell’editoria tessile Italiana, ed europea, che realizza totalmente le proprie collezioni in Italia. Molti dei nostri principali fornitori si trovano appunto nel territorio Fiorentino, tutto ciò per noi è motivo di orgoglio e ci permette di realizzare un prodotto di altissima qualità, simbolo appunto di eccellenza Italiana.
Qual è il valore che oggi definisce meglio l’identità di Decortex Firenze e che volete trasmettere al mercato internazionale?
Eccellenza esclusiva Italiana.


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In che modo riuscite a trasformare i vostri valori aziendali in un’esperienza concreta per clienti, architetti e partner?
Cercando di proporre sempre un prodotto di altissima gamma, esclusivo, Italiano, ma con una visone internazionale.
Nel 2026 la sostenibilità è ancora un obiettivo o è diventata un prerequisito per restare competitivi sul mercato?
E’ un discorso molto ampio, che sicuramente riguarda dà molto vicino l’industria tessile. Produrre un tessuto comporta sicuramente un consumo molto grande di risorse. Sia a livello energetico che di materie prime, oltre al consumo di beni primari come l’acqua. Il rischio è appunto che diventi “solo” un prerequisito per essere al passo con le “Etichette” imposte dal mercato. Personalmente credo che dobbiamo invece lavorare nella direzione in cui, la sostenibilità diventi un vero valore aggiunto e che sia motivo di orgoglio, ma anche un sentimento di dovere verso le generazioni future.

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Come interpretate la sostenibilità in modo concreto, oltre il linguaggio del marketing?
La sostenibilità può essere un valore aggiunto, attraverso la riscoperta di processi di lavorazione più sostenibili. Qualità sostenibile e replicabilità del prodotto nel modello industriale moderno, a volte non combaciano del tutto, però possono convivere dal momento in cui si educa il nostro cliente ad apprezzare la reale qualità di un prodotto sostenibile e quindi più “naturale”, in cui i suoi “difetti”, diventino dei punti di forza.
In che modo artigianalità, innovazione e filiera italiana convivono nel vostro processo produttivo
Convivono attraverso lo sviluppo e la visone di un prodotto artigianale, che affonda le proprie radici nella tradizione centenaria italiana del tessile di alta qualità, e che trasporta tutto questo in un prodotto moderno ed attuale, ottenuto attraverso un processo produttivo sempre in costante rinnovamento, in questo L’Italia è maestra in tutto il mondo.
Qual è oggi la sfida più grande nel tenere insieme qualità, estetica, sostenibilità e visione imprenditoriale?
“La Coerenza”


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